Domenica 9 aprile 2017 – Monte Prat – anello Somp Cornino

C.A.I. Tricesimo – Sottosezione di Udine

Partenza : ore 8.00 dal Piazzale della Sede Cai Tricesimo – via San Pelagio , 17
Grado di difficoltà: T
Dislivelli e tempi : ↑ 186 – 788 m. ore 2,30 – ↓ 788 – 186 m. ore 1.30
Dislivello: 600 m circa
Tempo di percorrenza: 4,00 ore
Segnavie: Cartello CAI 817 – 818
Cartografia Tabacco: nr. 020
Attrezzature: Da trekking
Coordinatori: Lorenzo Vian – Carlo Pontoni
Accompagnatore: cell. 3711159406 Reggente 3289676082 cai.tricesimo@gmail.com
Contributo spese carburante: €…///……. Auto proprie

Descrizione sommaria del percorso: 

Percorrendo la statale 463, devieremo a destra nei pressi della località di Majano per la località di Forgaria del Friuli, superando la ferrovia Gemona- Sacile ed il ponte sul Tagliamento. Giunti nei pressi dello incrocio svolteremo a destra e proseguiremo per Somp Cornino. Superato l’abitato, al bivio gireremo a sinistra per Cornino dove, a cento metri in leggera salita, nei pressi di una fontana, potremmo trovar posto in un piccolo parcheggio.Da qui ci inoltriamo in un comodo sentiero che entra subito nel bosco seguito da un terrapieno paramassi per la difesa del manto stradale e dei caseggiati sottostanti. Il sentiero rimonta la boscaglia fino ad arrivare nei pressi di un bivio incontrando il segnavia Cai nr.817 in maggior pendenza, proveniente dal paese sottostante. Il tratto successivo, a mezza costa del fianco orientale del monte, proseguiremo a svolte per una lunga rampa, chiamata anche gradinata sassosa, fino ad arrivare nei pressi di una icona, segnale della vicina località Somp il Ciuc (q. 580 m.). Così facendo abbiamo percorso circa quattrocento metri di dislivello. Splendida sarà la balconata che spazia nella sottostante pianura dove il fiume Tagliamento si apre con i suoi meandri , il monte di Ragogna e gli agglomerati di Buia, Gemona, Osoppo nonché con i vari paesi nei dintorni. Ospiti fissi di questo settore prealpino i grifoni , grandi avvoltoi ,reintrodotti nella riserva naturale del Lago di Cornino. Giornalmente spiccano il volo per librarsi sulle vette della nostra regione. Riprendendo il cammino , ritornando sui nostri passi per una decina di metri verso sinistra, proseguiremo su strada asfaltata fino alla località stavoli di Ledrania (q. 630 m): cinque fabbricati con alcuni ruderi come quelli precedenti, occupati per fine settimana o stagionalmente. Superati i caseggiati, nei pressi di un rudere, ci indirizzeremo a sinistra per riprendere il sentiero 817 ad arrivare poco dopo ai fabbricati di Val (q. 705). Poi, a meno di cento metri svolteremo a sinistra dove ci inoltreremo sul sentiero Cai nr.818 e successivamente su strada forestale che ci porteranno, dopo un paio di ampie curve, nei pressi di un ex stavolo trasformato in bivacco Tamars (q. 788m.) dal proprietario che sta ricostruendo dei vecchi percorsi nei dintorni. Essendo il bivacco sempre aperto , ci fermeremo per la pausa prima di continuare per lo stesso percorso abbandonato. A seguire, raggiungeremo un bivio dove svolteremo a sinistra per la strada asfaltata, raggiungeremo casali Forcja di Sot (q.748 m.) lasciando sulla sinistra e poco più il là, a destra, l’albergo Monte di Prat. Dopo un centinaio di metri (q. 742 m.) riprendendo il segnavia Cai nr.818 su una pista sterrata rientreremo seguendo il sentiero. In breve , arriveremo a Ca dell’Agnola, svoltando a destra, supereremo alcuni caseggiati e proseguiremo a sinistra per arrivare a San Rocco. Percorrendo verso destra, su tratto asfaltato, fino ad una ampia curva riprenderemo il segnavia Cai nr.818, attraversando una boscaglia, che ci porterà nei pressi del parcheggio.
N/B: Ricordando la massima puntualità per la partenza, ricordiamo che il regolamento C.A.I. è disponibile in sede e và rispettato integralmente.
Il Direttore all’escursione, ha la facoltà di modificare o annullare l’escursione in caso di non praticabilità del percorso, può escludere dalla stessa chi non è idoneo o privo di materiale omologato.

Monte Prat – programma dell’escursione in PDF

 

Domenica 9 aprile 2017 – RIO VEDRONZA – Escursione a carattere geologico e naturalistico

SAF Escursionismo – C.A.I. Sezione di Udine

Domenica 9 aprile 2017 – RIO VEDRONZA Escursione a carattere geologico e naturalistico
ISCRIZIONI: Entro il 07/04/2017 presso la Sede
PRESENTAZIONE GITA: Giovedì 6 aprile 2017 ore 21.00
DIFFICOLTA’: EE (Escursionisti Esperti)
DISLIVELLO: m 400
DURATA ESCURSIONE: ore 5.00
TRASPORTO: mezzi propri
PARTENZA: ore 08.00 da Udine – NUOVO TERMINAL BUS in Via della Faula – angolo Via Cadore fronte McDonald’s
RIENTRO: ore 15.30 circa
QUOTA di PARTECIPAZIONE: Spese di viaggio, da concordare con chi del gruppo mette a disposizione l’auto. I non soci devono attivare l’assicurazione obbligatoria (€. 8,00 o €. 14,00 a scelta dei massimali).
CAPOGITA: Renzo Paganello, Mirco Venir e Livio De Marchi della Commissione Escursionismo Tel. +39 366 1858439
EQUIPAGGIAMENTO: Abbigliamento normale da media montagna: scarponi da trekking, utili i bastoncini per effettuare i guadi, portare al seguito un ricambio di calzettoni in caso di bagno, giacca vento, cuffia, guanti, pantaloni lunghi e camicia/maglia con le maniche lunghe.
NOTE: Escursione impegnativa, per escursionisti esperti, non a causa di difficoltà tecniche, ma per la necessità di guadare più volte il corso d’acqua su sassi scivolosi, cercare tracce di passaggio lungo le rive e salire e scendere per massi e scarpate. Nella parte alta non c’è un sentiero vero e proprio.

Escursione a carattere geologico e naturalistico risalendo il Rio Vedronza (affluente di destra del torrente Torre).
È un’uscita impegnativa, per escursionisti esperti, non a causa di difficoltà tecniche, ma per la necessità di guadare più volte il corso d’acqua su sassi scivolosi, cercare tracce di passaggio lungo le rive e salire e scendere per massi e scarpate. Nella parte alta non c’è un sentiero vero e proprio.
All’inizio è molto piacevole: lasciate le auto dopo il secondo guado (m 350), si costeggia il corso d’acqua con il fondo che sembra lastricato, poi si risale il torrente fino ai ruderi di un mulino, si attraversa un ponte “romano”, si costeggiano bellissime pozze d’acqua, rapide e cascatelle, una sorgente dentro una grande nicchia sottoroccia e uno zampillo d’acqua da uno specchio di faglia, poi comincia il “bello”: il sentiero non c’è più, si seguono labili tracce di cacciatori e di animali selvatici, si attraversa ripetutamente il torrente, quando questo sparisce – assorbito dai massi – si sale a vista di sasso in sasso, poi si ritrova l’acqua, la valletta si trasforma in forra, fino ad arrivare sotto il Chiampon.
Siamo praticamente sulla faglia denominata “Lineamento Barcis- Staro Selo”, quella responsabile del terremoto del maggio del ’76. L’importanza dal punto di vita geologico è indubbia, ma il fascino sta soprattutto nella sensazione di essere in un territorio assolutamente “selvaggio”. Si sa che di selvaggio nelle Alpi c’è rimasto poco o nulla, ma la scarsissima frequentazione del luogo, la sua naturalità, l’inizio delle fioriture primaverili, possono ampiamente compensare una faticata.
A questo punto la progressione diventerebbe alpinistica, quindi si esce dalla forra risalendo un ripidissimo pendio di erbe secche e arbusti (circa 50 m di quota,) fino a raggiungere il sentiero 730 (m 750 ca) che ci porterà a Pers. Dal borgo abbandonato prenderemo il sentiero che ci riporta al Rio Vedronza, in prossimità del ponte “romano”.
In caso di acqua alta si eviterà la valle più interna, si salirà a Pers, poi giù a Cesaris, Pradielis, Vedronza. Con pioggerella si ripiegherà sul sentiero Simaz (Musi) – Pian dei Ciclamini.

SOCCORSO: tel. 118

Vedronza programma dell’escursione in PDF

 

Giovedì 6 aprile 2017 alle 20:45 – Fær Øer, le isole remote

Giovedì 6 aprile 2017 alle 20:45
il CAI di Tolmezzo, nei locali della sua sede di via Val di Gorto, ospita la serata: Fær Øer, le isole remote.

Francesco Coiz, appassionato di fotografia, ma anche di montagna e di destinazioni “fredde”. Fra queste ultime, a livello europeo, mancavano all’appello 18 piccole isole collocate fra la Scozia e l’Islanda nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico: le Fær Øer.
L’avventura fotografica e di trekking della scorsa estate riguarda proprio queste isole sferzate dai venti e dalle correnti oceaniche.

Domenica 9 aprile 2016 – FRAGIELIS – TRE RE – CASTELMONTE MARCOLINO – FRAGIELIS

C.A.I. Sezione di Tolmezzo

Domenica 9 aprile 2016 – FRAGIELIS – TRE RE – CASTELMONTE MARCOLINO – FRAGIELIS
RITROVO 1: Tolmezzo, Sede CAI (parcheggio piscina) PARTENZA Ore 06.45
RITROVO 2: Fragielis, presso la chiesa PARTENZA Ore 07.45
MEZZO DI TRASPORTO: Mezzi propri
PRENOTAZIONE: Non necessaria
DIFFICOLTÀ: T
QUOTA PARTENZA: 293 m
QUOTA MASSIMA: 618 m
DISLIVELLI E TEMPI INDICATIVI: salita 325 m / Ore 1.30; discesa 325 m / Ore 1.30; TOTALE Ore 3.00
ABBIGLIAMENTO: Da bassa montagna
ATTREZZATURA: Da escursionismo
RIFERIMENTO CARTOGRAFICO: Tabacco – Foglio 041
COORDINATORI: Gianni Iob (380 2927693); Gianni De Reggi (333 4998923)

DESCRIZIONE SOMMARIA DEL PERCORSO
Dalla chiesetta di Fragielis, dopo breve tratto di mulattiera, si imbocca il Sentiero Italia (CAI 748) e si prosegue fino al Santuario.
Arrivo a Castelmonte per le ore 10.00 e partecipazione alla S. Messa. A fine messa ci si riunisce nel piazzale superiore e si prosegue per sentiero CAI 748, dopo circa 20’ si svolta a dx per sentiero non segnalato verso la borgata di Marcolino (sosta per la merenda). Si continua a dx fino ad incontrare prima la strada (breve tratto asfaltato) e poi a sx verso l’incrocio con il sentiero CAI 748 che riporta al punto di partenza.
Fragielis 09 aprile 2017 in PDF

 

Venerdì 10 marzo 2017 alle ore 18.30 – Lezioni di cultura alpina – 5^ edizione La fauna del Friuli Venezia Giulia

Venerdì 10 marzo 2017 alle ore 18.30, nella sala eventi della Società Alpina Friulana ad Udine in via Brigata Re 29

Lezioni di cultura alpina – 5^ edizione – La fauna del Friuli Venezia Giulia

la Società Alpina Friulana con il patrocinio e la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia, del Parco Naturale Dolomiti Friulane, del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, del Comune di Udine e del Comitato Scientifico del Club Alpino Italiano, organizza una serata dedicata allo straordinario patrimonio di biodiversità del Friuli Venezia Giulia, da conoscere, tutelare e vivere.
Il Friuli Venezia Giulia è la regione che nell’arco alpino ha la maggiore biodiversità, un patrimonio unico e tutelato da un’ampia rete di aree naturali protette, ma soprattutto un patrimonio che dobbiamo imparare a conoscere per saperlo tutelare maggiormente. Questo corso si prefigge di approfondire la conoscenza della fauna regionale (soprattutto quella dell’ambiente alpino) imparando a riconoscere le specie principali e le relative caratteristiche ed abitudini.
Il corso è aperto a tutti: studiosi, esperti e insegnanti potranno confrontarsi con altri colleghi, gli studenti avranno la possibilità di ampliare il proprio bagaglio di conoscenze e trovare stimolo per ulteriori studi, approfondimenti e ricerche, i semplici appassionati troveranno modo di soddisfare le proprie curiosità. I partecipanti riceveranno un attestato, che gli studenti potranno utilizzare anche ai fini dell’ottenimento del credito scolastico.
La conferenza di venerdì 10 marzo sarà tenuta dal Dott. Giuseppe Muscio (Direttore del Museo Friulano di Storia Naturale), dal Dott. Graziano Danelin (Direttore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane) e dal dott. Stefano Santi (Direttore del Parco Naturale delle Prealpi Giulie), che ci introdurranno nell’argomento del corso e ci parleranno della straordinaria biodiversità regionale e delle aree naturali protette, un patrimonio da conoscere, tutelare e vivere.
La conferenza è aperta a tutti, l’ingresso libero (posti limitati). Al termine della conferenza, chi lo desiderasse, potrà formalizzare l’iscrizione al corso di formazione che inizierà il successivo 24 marzo.

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